Massimo Urbani bio

Massimo Urbani è considerato uno dei più grandi jazzisti italiani ed è  riconosciuto in tutto il mondo come uno dei più grandi interpreti di standards ed in particolare del Be-Bop.

 

E’ talvolta infatti chiamato “il Charlie Parker” Italiano come simbolo del grande genio musicale e della grande inquietudine che lo spingeva da un lato a dare il massimo nelle interpretazioni musicali, dall’altro, purtroppo, a rifugiarsi nel micidiale mondo della droga.

 

Dal punto di vista artistico, ha avuto collaborazioni con tutti i più grandi jazzisti italiani (Tony Scott, Enrico Rava, Paolo Fresu, Marcotulli, Tommaso, Gatto) ed internazionali (Stitt, De Johnette, Stenson).

 

Massimo, nato a Roma – Primavalle l’8 maggio 1956, diventava famoso all’ età di 17 anni suonando nel gruppo di Gaslini, da lì in poi una appassionata partecipazione a Umbria Jazz, un tour negli USA (Jazz festival di Chicago) con Rava, dove riscuoteva un enorme successo come musicista europeo e la registrazione di un duo con Jack De Jonnette.

 

All’ età di 21 anni Massimo vince il premio per la migliore registrazione italiana di Jazz (360° aeutopia con C. Brown), negli anni seguenti partecipa ai maggiori festival Jazz con il suo gruppo, registrando nel frattempo numerosi dischi e suonando con i più famosi musicisti  jazz americani.

 

La sua personalità, il suo talento, il suo lato umano, la sua musica; una miscela affascinante e potente che ancor oggi, sia nei cultori di jazz che negli amici, segnano una presenza indelebile più che un ricordo; la sua musica era simile alla sua vita, lì dove il fraseggio si faceva graffiante si aprivano, improvvisamente, zone di sensibilità e malinconia.

 

In tutte le produzioni in cui Massimo Urbani si è espresso, lavorato, suonato e sofferto, emerge prepotentemente la sua personalità ed il suo talento, che hanno fatto di lui il miglior musicista jazz italiano.

La sua fine, arrivata troppo presto nel 1993, lascia la nostalgia per quello che avrebbe potuto dire, ma specialmente, per quello che avrebbe potuto suonare, per lui e per noi.

 

Citiamo soltanto qualche fonte per dare un’idea del personaggio:

Da wikipedia: “ È considerato uno dei maggiori interpreti della storia del jazz.”

Da wikipedia: “ la sua interpretazione di “Everything Happens To Me”, dall’album “The Blessing”, è tuttora ritenuta da molti tra le migliori mai realizzate.”

 

Esistono poi molte testimonianze in video ed in audio delle sue interpretazioni.

 

Discografia (fonte wikipedia)

(per una più estesa vai qui)

Ø  1974 Jazz a Confronto 13 (Horo)

Ø  1977 Invitation (Philology

Ø  1979 360° Aeutopia (Red)

Ø  1980 Dedications to A.A. & J.C. – Max’s Mood (Red)

Ø  1981 Go Max Go (Philology)

Ø  1983 Max Leaps In with Tullio De Piscopo, Mike Melillo, Massimo Moriconi)

Ø  1984 The Urbisaglia Concert (Philology)

Ø  1987 Easy to Love (Red)

Ø  1987 Duets Improvisations for Yardbird with Mike Melillo (Philology)

Ø  1988 Urlo (Elicona)

Ø  1990 Out of Nowhere (Splasc)

Ø  1991 Round About Max with Strings (Sentemo)

Ø  1993 The Blessing (Red)